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La Federazione Nazionale Pro Natura contro il prolungamento della caccia
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05/02/10 Riceviamo dal Gruppo Naturalistico della Brianza
www.grupponaturalisticobrianza.it
E' veramente riprovevole che per accontentare una piccola lobby, quella dei cacciatori e fabbricanti di armi, si scontentino tutti gli altri italiani, favorevoli a che la poca fauna selvatica ancora in vita in Italia non sia decimata per il divertimento (!!!!) di pochi. Di seguito il documento della nostra Fedeazione Nazionale Pro Natura
www.pro-natura.it
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La Federazione Nazionale Pro Natura esprime il totale dissenso e il forte disappunto alla
modifica dell’Art. 38 della legge comunitaria che di fatto estende di circa due mesi il
calendario venatorio.
Dunque, la stagione venatoria, ad eccezione dei mammiferi, si aprirebbe in agosto e terminerebbe in febbraio. Sono mesi questi particolarmente delicati
per la fauna selvatica. In agosto, infatti, molte specie hanno da poco involato i giovani e
questi, in molti casi, sono dipendenti dai genitori e non completamente sviluppati. La caccia
estesa in questo periodo condurrebbe inevitabilmente ad una forte mortalità con ripercussioni
negative per intere popolazioni.
Ancora peggiore l’estensione della caccia dal 31 gennaio a
tutto febbraio, mese in cui la fauna migratoria si sta spostando verso i quartieri di
nidificazione. La pressione venatoria in questo periodo intaccherebbe direttamente il
contingente delle popolazioni nidificanti e dunque non quel surplus a cui un prelievo gestito
con qualche razionalità, dovrebbe rivolgersi. Intaccare le popolazioni in procinto di nidificare
è quanto di più irrazionale si possa escogitare per accontentare un esiguo manipolo di
sparatori la cui unica finalità appare quella di riempire il carniere.
Anche dal punto di vista legislativo l’estensione venatoria a quelle date metterebbe per
l’ennesima volta l’Italia in mora da parte della comunità internazionale con pesanti sanzioni
al cui risarcimento saranno chiamati tutti i cittadini.
L’Unione Europea ha già avviato una
procedura di infrazione nei confronti dell’Italia già dal 2006 proprio per un eccesso di
liberismo venatorio soprattutto nei confronti della fauna migratoria, e certamente, qualora
quanto votato dal Senato si tramutasse in legge, aggraverebbe ulteriormente la nostra
posizione nei confronti della comunità internazionale.
Lo stesso Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha dichiarato di ritenere
inaccettabile l’emendamento all’Art. 38 della legge comunitaria, approvato dal Senato e che
il testo stesso “non è condiviso dal Ministrero dell’Ambiente”.
Con l’approvazione dell’emendamento all’Art. 38 riteniamo che il Governo e la componente
maggioritaria del Senato, nell’anno internazionale sulla biodiversità, abbia lanciato un
segnale estremamente preoccupante che, anziché prevedere una maggiore attenzione e tutela
nei confronti delle specie animali, vengono allentate le norme per la sua salvaguardia.
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