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Commissione europea: stop con le pelliccie di cane e gatto
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23/11/06 La Comunità europea ha presentato una proposta con la quale si intende vietare l'importazione e il commercio di pelli di cane e gatto in tutti i paesi dell'Unione europea, pratica sinora vietata solo in cinque di questi. Nel 2001, l'Italia fu la prima ad avere imposto, in Europa, un bando nazionale all'importazione e al commercio di tali pelli con un'ordinanza dell'allora ministro Sirchia, rinnovata poi con l'inserimento del divieto nella legge 189/04 contro il maltrattamento degli animali.
La decisione è stata presa dal commissario Markos Kyprianou sulla base di prove che tali pellicce circolano, all'interno del mercato europeo, con la dicitura di 'pelli sintetiche'.
Secondo una stima della Human Society of the United States (H.S.U.S.), sono 2 milioni i cani e i gatti uccisi ogni anno, una cifra impressionante se si considera che servono circa 12 cani oppure 24 gatti per confezionare una pelliccia. Non solo, con il mantello dei poveri animali si producono anche accessori come guanti, cappelli, giocattoli e orsacchiotti. I paesi che detengono il triste primato delle esportazioni sono Cina, Thailandia, Filippine e Corea.
'La proposta presentata dalla Commissione Europea - sostiene Roberto Bennati, responsabile delle campagne europee per la Lega antivivisezione (L.A.V.), - è la testimonianza dell'attenzione verso i consumatori'. L'associazione invita quindi il Governo a sostenere questa proposta in sede europea e chiede che tale decreto possa essere applicato anche per il commercio di prodotti di foca.
Tratto da
www.infolav.org
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