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Samuel Eto'O e a Giuseppe Pillon hanno ricevuto il Premio l'Altropallone
23/02/10
Riceviamo da Altropallone www.altropallone.it e pubblichiamo.


Giunto alla sua tredicesima edizione, 'L'altropallone' è stato assegnato domenica 21 febbraio, a Samuel Eto’o, attaccante dell’Inter e capitano della nazionale del Camerun, e a Giuseppe Pillon, allenatore dell’Ascoli.


Allo Spazio Oberdan di Milano domenica 21 marzo erano presenti Gianni Mura, presidente della Giuria, Milly Moratti, madrina del premio, Gianni Di Domenico, presidente dell'associazione 'Altropallone', Michele Papagna, coordinatore della campagna 'Altrimondiali', Lele Pinardi presidente dell'associazione Colomba.


La Giuria ha deciso di premiare Eto’O, vincitore di ben tre edizioni del “Pallone d’Oro africano”, per il suo impegno nel combattere il razzismo, fuori e dentro gli stadi, e per la promozione di progetti di solidarietà.
Come ha ricordato Gianni Mura, salutando i premiati, "Samuel Eto'O è certamente un campione ma non basta essere campioni per vedersi attribuire l'Altropallone. Serve sensibilità sociale, ricordo delle radici, voglia d'impegnarsi anche fuori dal campo. E' per la sua attività a favore dei bambini poveri di Yaoundé che Eto'O merita il nostro premio e il nostro applauso".


"Sono grato e onorato per aver ricevuto il premio Altropallone – ha ringraziato Eto'O - per quello che significa fuori dal campo, per l'infanzia, l'adolescenza e per l'Africa, metterci il cuore nel pallone è persino più importante del Pallone d'Oro. Inoltre - ha continuato il campione camerunese - manifestare contro il razzismo nel mondo del calcio è giusto ma i primi a muoversi devono essere i governanti. Lo stadio non è che lo specchio dell'intera società e dei suoi comportamenti – ha spiegato - Un calciatore non può prendere decisioni da solo: è una questione socio-politica".


La Giuria ha inoltre premiato Giuseppe Pillon, distintosi a fine 2009 per un grande gesto di fair play.
"Giuseppe Pillon, come tutti noi, sa che sul campo non si prende a calci solo il pallone ma, spesso, anche i valori dello sport, la lealtà della sfida. Appena ha potuto, ha lanciato un segnale forte in senso contrario, un segnale talmente forte che non tutti l'hanno capito. Buoni esempi, bei gesti, di questo ha bisogno il nostro calcio", ha proseguito Mura.
Infatti, ha aggiunto Milly Moratti, madrina del premio, “i veri campioni sanno che la vittoria va sempre insieme a una vera coerenza con l'ambiente in cui viviamo, sia quello umano e sociale che quello naturale".
“Penso che fosse la cosa giusta da fare - ha commentato semplicemente Giuseppe Pillon, detto Bepi - e l’ho fatta in piena coscienza. Il nostro mondo - ha aggiunto riferendosi alle critiche giunte da alcuni tifosi e pure da parte della stampa per la rete concessa alla Reggina - è fatto così e bisogna accettarlo per quello che è. La cosa più importante per me - ha chiosato - era essere a posto con me stesso".


Dopo aver ringraziato l'amministrazione provinciale di Milano, settore Cultura, per aver messo a disposizione la bella struttura dello Spazio Oberdan, Gianni Di Domenico, presidente dell'associazione Altropallone, ha quindi spiegato il significato del nuovo premio, Space/Sport per la pace, assegnato questo anno alla città di Cinisello Balsamo: "Si tratta di un riconoscimento destinato a quelle amministrazioni pubbliche che sostengono concretamente le associazioni e le loro iniziative per uno sport che sia testimone i valori di solidarietà e correttezza".


"Sapere che in ogni parte del mondo ci sono persone che operano per la pace e per la coesione sociale attraverso lo sport ci gratifica e fa capire che ogni sforzo che va in questa direzione non è tempo buttato ma tempo regalato a chi parte in svantaggio" - ha dichiarato Luca Ghezzi, vicesindaco di Cinisello Balsamo - "La solidarietà è un bene per chi la fa e per chi la riceve ed è un orgoglio aver ricevuto un riconoscimento in rappresentanza di Cinisello Balsamo da dedicare a tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato".


“In una città con una delle più intense presenze straniere - ha aggiunto Giuseppe Sacco, presidente del consiglio comunale della città di Cinisello Balsamo - lo sport ci ha aiutati a far vivere e dialogare insieme cittadini autoctoni con gruppi di immigrati dalle molte differenze di colore, di cultura e religione. La piena integrazione deriva infatti dal riconoscersi nelle istituzioni e scommettere insieme nella capacità di garantire diritti e doveri".


Infine la parola è passata a Lele Pinardi, presidente di CoLOmba, in rappresentanza del mondo della Cooperazione della Lombardia: "Pensando alla cooperazione allo sviluppo ed agli aiuti per il sud del mondo, pochi pensano allo sport ed al gioco del calcio. Le immagini vanno in genere alla salute delle giovani madri e dei loro neonati, ai gruppi più vulnerabili, alle tante vittime dei conflitti che ancora segnano il mondo e al più grande tra i conflitti: la povertà. Invece – ha ricordato - la cooperazione gioca anche sui campi di calcio. Sono molte le esperienze di intervento, proprio tramite lo sport e il calcio, sui giovani, ragazzi di strada, ex miliziani da recuperare alla pace, emarginati. Interventi educativi, di grande successo, che più che alla competizione e alla vittoria ad ogni costo, badano al gioco di squadra e all'onestà e l'impegno verso i propri compagni”.


Saluti e congratulazioni sono infine arrivati direttamente dal cosiddetto ‘sud del mondo’.
"Poche ma sentitissime congratulazioni ai premiati da Altropallone Samuel Eto’o e Giuseppe Pillon per ciò che stanno facendo per migliorare il volto umano dello sport e del calcio in particolare, e alle associazioni e istituzioni che sostengono le attività e i progetti di Altropallone - è il saluto giunto da Nairobi di Padre Kizito Sesana, missionario comboniano - Abbiamo tutti bisogno che solidarietà, cooperazione e pace la vincano su divisioni, discriminazioni e violenza. Lo sport può avere in questo un ruolo importante. Koinonia e SYDI (Sport for Youth Development Initiative) da Nairobi uniscono i loro piccoli sforzi alle vostre iniziative".


Come ha scritto da Cape Town Sara Ferrari, antropologa, "per il 2010 servirebbe un tocco magico di 'Madiba': Nelson Mandela ha sempre creduto nel potere unificante dello sport. Nel ventennale della sua liberazione, che corrisponde anche al sesto anniversario dell'associazione Altropallone, Mandela da neo presidente del nuovo Sudafrica cercò, in quella che qui è un’immagine storica esposta nei musei, la riconciliazione, stringendo la mano all’allora capitano della nazionale di rugby, campione del mondo, in un mondiale organizzato dallo stesso Sudafrica". Al termine della premiazione sono inoltre stati illustrati i primi passi di "Altrimondiali 2010", la campagna di sensibilizzazione giunta alla sua IV° edizione, che in questo 2010 si misurerà con i Mondiali di Calcio in Sudafrica. "Da Ascoli a Preganziol passando per Cinisello Balsamo, da Milano a Yaoundè, da Nairobi a Johannesburg passando per CapeTown: un buon auspicio per il nuovo viaggio di AltriMondiali in concomitanza con i primi Mondiali di calcio africani – ha concluso Michele Papagna, coordinatore della campagna quadriennale - volando sulle ali di CoLomba e viaggiando in ‘Matatu’, una grande iniziativa che unisca sport e cooperazione, partecipazione e coesione sociale, pace e solidarietà".


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