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Un incontro a Torino per riflettere sul lavoro domestico
09/03/10
Il diritto ad un lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici è il tema dell’incontro/dibattito che si è tenuto l’8 marzo presso il Centro internazionale di formazione dell’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) www.ilo.org in collaborazione con l’Ufficio della Consigliera di Parità della Provincia di Torino www.consiglieraparitatorino.it .
L’incontro ha previsto la presentazione dei risultati della prima consultazione avviata dall’ILO con gli Stati Membri per la definizione di un nuovo quadro normativo internazionale sul lavoro domestico - a cura di di Manuela Tomei, Dipartimento Protezione del lavoro, International Labour Office, Ginevra - e uno zoom sulla normativa italiana, cui è seguita la discussione con le organizzazioni di categoria e le altre parti sociali.


Riflessioni e indicazioni dalla realtà locale sono state fornite dalla Dirigente coordinamento Centri per l’impiego provincia di Torino Cristina Romagnolli, che ha descritto le azioni dei CpI per l’incontro domanda offerta di lavoro, dalle Consigliere di Parità della Provincia di Torino e dalle organizzazioni sindacali, di categoria, dagli enti e le associazioni intervenuti.
La definizione di un nuovo quadro normativo internazionale sul lavoro domestico, dopo un primo giro di consultazioni con la redazione di una serie di rapporti e la consultazione individuale di tutti gli Stati Membri, sarà affrontata nel corso della 99a Sessione della Conferenza internazionale del lavoro che si terrà il prossimo mese di giugno 2010.


Permetterà alla Conferenza di decidere sulla forma specifica dello strumento – o strumenti – da adottare, ovvero se procedere alla redazione di una bozza di Convenzione e / o Raccomandazione da sottoporre al vaglio finale della Conferenza nel giugno 2011.


Il lavoro domestico è prevalentemente lavoro femminile e in Europa, negli anni più recenti è diventato una delle più importanti fonti di lavoro per le donne migranti. In Italia, l’INPS conta alla fine del 2008 oltre un milione e mezzo di rapporti di lavoro attivi di colf e badanti: 600mila quelli assicurati, di cui oltre l’80% riguardanti straniere e nella stragrande maggioranza donne (9 su 10). I numeri raddoppiano, secondo le stime, se si contano i rapporti irregolari.
Nonostante recenti sviluppi positivi in alcuni paesi, la maggioranza dei lavoratori domestici resta oberata di lavoro, sottopagata e senza alcuna forma di protezione sociale. Il lavoro domestico in genere rispecchia quel lavoro, altrimenti non retribuito, che nella famiglia viene tradizionalmente svolto dalle donne. Ne deriva una sostanziale sottovalutazione del valore produttivo e delle competenze tecniche che esso richiede.
D’altro canto la domanda di servizi alle famiglie e alle persone è in crescita. Negli anni ‘70 si pensava che il lavoro domestico fosse condannato ad un inevitabile declino. La storia ha dimostrato il contrario: secondo stime prudenti il numero dei lavoratori/lavoratici domestici oggi supera i 100 milioni, cifra destinata ad aumentare in futuro.
La crescita del lavoro domestico dipende da vari fattori, quali l'evoluzione demografica, la maggiore partecipazione delle donne al mondo del lavoro, la carenza di politiche pubbliche di conciliazione tra vita privata e lavoro.
Le vigenti norme internazionali del lavoro non offrono indicazioni adeguate su come affrontare le circostanze specifiche del lavoro domestico. Persino a livello europeo, le normative e le definizioni occupazionali variano enormemente da paese a paese, rendendo difficile il monitoraggio dell’efficiacia delle politiche in materia.


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