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"Mi chiamo Alessandro e sono un campione di Handbike..."
29/04/10
Mi presento: mi chiamo Alessandro Villa, sono di Lissone, ho 29 anni, ho moglie e due magnifici bambini e da circa 6 anni lavoro, prima in MGE poi in APC.
Soffro di una patologia atassica, l’Atassia di Friedreich, una malattia rara, neurodegenerativa con un brutto effetto sulle capacit motorie e sulla deambulazione.


Una malattia davvero ostica che, malgrado tutto, non è riuscita ad impedirmi - nonostante sia da anni costretto alla sedia a rotelle - di andare in bici, fare agonismo tra i diversamente abili e vincere! Da anni mi cimento infatti nella disciplina dell'Handbike, quella simpatica bicicletta che raso-terra sfreccia sulle strade, spinta a forza delle braccia.
Sono orgoglioso di essere uno dei pochissimi atleti, affetti dalla patologia accennata, che riesce a praticare uno sport durissimo, in competizioni di livello mondiale, allenandomi quasi quotidianamente, senza mai arrendermi.
Le mie “folli” avventure mi hanno dato notorietà non solo nel mio ambiente di lavoro ma anche tra gli amici e con persone che mi sono vicine.
Il mio sforzo, per la sua caratteristica, mi ha consentito di avere fortissima visibilità a tutti i livelli.
Solo per citare alcune “prove”:
ho percorso 770 km negli Staes, in completa solitudine, verso Memphis. 7 giorni di vera battaglia, supportato dallo sponsor “MGE” e destinando i sostanziosi fondi-premio a favore della National Ataxia Foundation e alla ricerca;
negli ultimi 6 anni ho partecipato ad innumerevoli maratone di ogni genere, in Italia e all’estero, effettuato centinaia di gare di ogni tipo a cui sono stato invitato, dalle manifestazioni benefiche “di paese” ai Campionati Italiani;
nel 2009 sono stato primo classificato in Italia nella mia categoria;
per quanto riguarda quest’anno, ho aperto la stagione agonistica a Dubai, negli Emirates, forte di un obiettivo e un sogno: conquistare l’ambito European Handbike Circuit 2010.


Di chilometri, come detto, ne ho macinati davvero tanti, con soddisfazione. Il mio impegno e quello di Federico, mio fratello affetto dalla medesima patologia, vogliono essere esempio per tutti i tanti giovani atassici in Italia (oltre 5.000) e nel mondo. Scopo diffondere la certezza che con i giusti mezzi ed una gran dose di coraggiosa costanza, anche questa terribile malattia invalidante non ci ferma e non pu impedirci esaltanti opportunità di successo.


Sono Presidente di una società sportiva dilettantistica, la “Piccoli Diavoli a 3 Ruote” Onlus www.piccolidiavoli3ruote.it , nata per sostenere la nostra attività sportiva e per diffonderne le potenzialità. E’ Onlus regolarmente riconosciuta, titolata a rilasciare ricevute idonee, per cui ogni donazione di cui possiamo beneficiare fiscalmente è deducibile da parte di chi ha deciso di sostenerci.


Lo sport, ogni sport, rappresenta per noi diversamente abili è una durissima sfida quotidiana, un incentivo a combattere e confrontarci con un male che avanza inesorabile ma non ci ferma e non ci priva di soddisfazioni. Non ancora, non subito. Salire su un podio testimonia le nostre storie ed un esempio ineguagliabile per chi non ha ancora imparato a convivere con la malattia.
Sono conscio che personalmente non ho a disposizione un tempo illimitato davanti a me. Un giorno l’atassia mi raggiungerà, ma questo non è un valido motivo per rallentare oggi e non dare tutto il possibile.
Il mio sogno, per quest’anno, la maglia gialla dell’ European Handbike Circuit, 11 durissime competizioni in tutta Europa, 3 già affrontate. Per ora sono in testa...


Per questo risultato devo essere competitivo. In aggiunta allo sforzo fisico e di volontà, devo poter contare su un’attrezzatura adeguata che mi permetta di gareggiare all’altezza con gli altri atleti. Le spese e gli impegni da sostenere sono notevoli, sia per me che per la mia squadra, che mi sostiene attivamente... perchè si sa, per noi disabili, contrariamente all’immaginabile, scattano meccanismi di inimmaginabile speculazione.


Per continuare nel mio “sogno”, nelle prossime 8 tappe dovrò ricorrere a frequenti trasferimenti. Il mio Team da quest’anno dispone di un adeguato furgone societario; spesso comunque dobbiamo “volare”.
Manca ancora tempo all’ultima tappa finale ma per me il lavoro, iniziato a Dubai procede senza sosta. In sintesi, quanto sopra scopo della nostra vita. Resta di cruciale importanza il poter contare su chi crede nel messaggio che stiamo dando soprattutto ai tanti ragazzi che colpiti dalla realt delle cose, non credono che le opportunità possono essere per tutti.


Cerco persone che vogliano condividere il mio sogno in tutta la sua grandezza, dalla maglia al messaggio, cerco Sponsors che ci diano una mano materiale, a qualsiasi livello. Per noi preziosa condizione di sopravvivenza.
Ringrazio comunque per l’attenzione concludendo con il motto: ..per noi lo sport come l’ acqua: semplicemente essenziale...


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