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Monza in Bici: "Vogliamo un piano concreto per una città ciclabile"
17/05/10
Riceviamo Massimo Benetti, presidente dell'associazione da Monza in Bici-Fiab www.monzainbici.it e pubblichiamo.


Abbiamo voluto comparare (vedi allegato) la situazione della mobilità ciclistica tra Monza ed altre città italiane ed europee, alle quali dobbiamo sicuramente guardare per riallineare le nostre situazioni su condizioni che rispecchino le attuali esigenze delle nostre metropoli.
Rispetto a quelle europee dobbiamo dire che non abbiamo indicato molti parametri perché, altrimenti, ci sarebbe voluto uno spazio idoneo per indicare tutto quello che viene realizzato a favore della bicicletta, ma che potremmo raggruppare sotto l’unica voce di “moderazione del traffico”.


Naturalmente abbiamo scelto città virtuose , ma ci sono moltissime altre città che si stanno adeguando velocemente e che non sono state citate, anche per mancanza di spazio. Bisogna infatti sottolineare che anche queste citate sono in continua evoluzione positiva verso situazioni ancora più favorevoli alle condizioni di ciclabilità.
Infatti, ad avere condizioni di assoluto vantaggio per la mobilità ciclistica, hsnno progetti a breve che miglioreranno ulteriormente queste situazioni, già particolarmente positive. Molte di queste città hanno firmato la “Carta di Bruxelles”, un documento sottoscritto da 27 città europee e da Portland (U.S.A.) il 15 maggio 2009 (giornata di chiusura della XV edizione di Velocity 200), che impegna i firmatari a sollecitare il Parlamento europeo a promuovere politiche che portino nel 2020 all’uso dabituale della bicicletta dal 5% al 15% e a ridurre del 50% gli incidenti mortali che colpiscono i ciclisti


Non abbiamo citato ad esempio la città di Treviso che oltre ad avere già una mobilità ciclistica invidiabile, si è dotata di un biciplan di tutto rispetto, che porterà la città ad avere una particolare attenzione verso chi sceglie di muoversi quotidianamente in bicicletta.


I parametri presi in considerazione sono naturalmente i chilometri di piste ciclabili, ma anche le rastrelliere per biciclette, i posteggi custoditi e no, il bike sharing, la moderazione del traffico particolarmente preso in considerazione nelle città europee.
E gli investimenti corposi, anche nelle nostre città italiane, rivelano una volontà precisa che rivoluziona tutto un modo di pensare ormai superato, che vedeva favorire solo una certa modalità di trasporto.
Ora, qui non si pretende di avere domani mattina, a Monza, che ha circa 30 chilometri di ciclabili, tutto realizzato a favore della mobilità ciclistica. Quello che ci aspettiamo sarebbe un cambio di passo, almeno dichiarato e messo nero su bianco, per poi recuperare tutto il tempo perso, rimboccandosi le maniche per realizzare finalmente strutture che mettano i cittadini/ciclisti monzesi in condizioni di sicurezza ed interventi a tutto campo che rendano piacevole il muoversi con la propria bici, con i numerosi vantaggi che tutti conosciamo.

scarica l'allegato (cittàciclabili.xls)


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