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Monza: sempre meno le piste ciclabili!
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08/06/10 Riceviamo da Massimo Benetti, presidente di Monza in Bici
www.monzainbici.it
Meno quattro! A tanto siamo arrivati in fatto di piste ciclabili a Monza:Via Cervino, via MonteBianco, Via Lario, Via Durini...il gambero avanza.
Si tratta di circa 200 metri di ciclabile che da via Durini permetteva l’accesso alla ciclabile lungo la ferrovia fino a via Bergamo. E viceversa permetteva di raggiungere il centro storico e il mercato da via Bergamo. Una ciclabile recentemente realizzata, ora smantellata, con quali soldi, visto che se ne lamenta sempre la mancanza? E per quale esigenza prioritaria si sta facendo questo intervento?
Quello che ci spaventa non è la lunghezza della ciclabile tolta (l’ennesima), ma la totale assenza di sensibilità che la nostra giunta monzese dimostra nei confronti della mobilità alternativa.
Insistere a favorire l’uso di mezzi privati motorizzati, senza peraltro promuovere la sensibilizzazione e una comunicazione ai cittadini, sulla necessità di utilizzare mezzi più ecologici in città, significa moltiplicare i problemi senza la speranza di arrivare mai ad una loro soluzione.
Ed è inutile che il Sindaco si nasconda dietro l’alibi dei cittadini che non vorrebbero le ciclabili (via Buonarroti). E’ necessario comunicare e sensibilizzare, in alcuni casi, il cittadino, sulla necessità di certi interventi e sulla riduzione dell'uso dell'auto per gli spostamenti in città.
Ma prima, evidentemente, bisogna essere convinti di queste alternative per poi trasmetterle alla cittadinanza.
Non esiste un piano per la mobilità ciclistica, interventi spot, come quello di via Buonarroti, possono essere positivi, ma sono una goccia nel mare e non fanno parte di una visione globale che investa tutto il territorio comunale.
Siamo allibiti e sconcertati dal comportamento della giunta Mariani, anche perché siamo circondati da situazioni esattamente contrarie, città dove questo principio, della mobilità ciclistica, è stato capito fino in fondo e si stanno facendo enormi sforzi per assecondare questa esigenza primaria.
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