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La televisione svizzera denuncia le speculazioni edilizie del nostro Paese
12/10/10
Riceviamo da www.domanunch.org e pubblichiamo.


La nostra comunità, insieme a molti altri abitanti d'Insubria, ha assistito lo scorso giovedì 7 ottobre alla puntata di Falò, trasmissione della Radiotelevisione Svizzera, dedicata all'incredibile piano di distruzione ecologica e culturale del territorio di Cantello e della Valle della Bevera, presso Varese.


Il coraggioso approfondimento presentato dai giornalisti ticinesi ha denunciato che il territorio in esame, in cui si sta sviluppando una vocazione agricola e turistica, sia oggetto di sotterranee trame di speculazione urbanistica ed edilizia, la cui responsabilità sarebbe da imputarsi al totale asservimento delle Amministrazioni della Provincia di Varese e della Regione Lombardia agli interessi di un gruppo di affaristi.
In altre parole, politica e privati non soltanto passerebbero con le ruspe sopra l'economia locale - rappresentata dall'unicità della coltivazione dell'asparago - ma sarebbeo i fantocci di una «realtà di rapina» pianificata su più fronti, che avrebbe come scopo lo sfruttamento intensivo delle ricche risorse naturali della zona (superfici, sottosuolo e acque).


Nello specifico, Cantello e la Valle della Bevera saranno "valorizzate" dall'insediamento del primo tratto della Pedemontana Bis, autostrada che non solo raddoppierà i danni dell'erigenda Pedemontana, ma che provocherà l'esproprio proprio delle aziende agricole dell'asparago; la moltiplicazione di cave di sabbia e ghiaia, a supporto delle varie opere edilizie, fra le quali dà scandalo la riattivazione della grande cava Italinerti, già dichiarata abusiva e chiusa 25 anni fa; di questa, inspiegabilmente reinserita nel Piano Cave Provinciale, se ne prevede il "ripristino ambientale"... attraverso il totale sbancamento dell'intera collina cui si appoggia, quella di Trescale (2 milioni di metri cubi), simbolo di Cantello, che perdipiù provocherà la scomparsa della falda acquifera sottostante. Da ultimo, la costruzione della ferrovia Arcisate-Stabio, da edificarsi su un nuovo sedime all'interno delle aree naturali della regione e pur presentata come alternativa alla Pedemontana Bis (che comunque si farà ugualmente).


Invitiamo quindi chi non avesse visionato il filmato, a farlo al più presto tramite l'indirizzo: la1.rsi.ch

Ora, una situazione come questa supera ogni paradosso e ha ingenerato grande sdegno in Domà Nunch. Auspichiamo che questa volta si operi sin da subito per espandere il messaggio di denucia e azione, affinchè questi scempi non accadano. In questo senso, le giustificazioni del Presidente Dario Galli sono assolutamente inaccettabili e lesive dell'intelligenza degli Insubri, ai quali non si può più andare a raccontare che certi progetti non siano unicamente finalizzati all'affare edilizio in sè, e non certo al miglioramento delle condizioni di tutti i viventi del territorio.


Tutto ciò matura, così come era stato per la prima Pedemontana, in un clima di omertà mafiosa da parte dei mezzi d'informazione italiani; silenzo fortunatamente rotto dalla Radiotelevisione Svizzera, che si conferma uno servizio importante e libero.


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