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Fondi del non profit a favore dei territori montani: il mondo non profit non ci sta
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04/11/10 Si legge sul sito
www.csvnet.it
Il Forum del Terzo Settore, la Consulta Nazionale del Volontariato presso il Forum, la Convol -
Conferenza Permanente Presidenti Associazioni e Federazioni Nazionali di Volontariato e
CSVnet - ossia l’intero panorama delle organizzazioni che in Italia rappresentano il mondo del
volontariato e del privato sociale – esprimono profonda preoccupazione e dissenso in
merito alle ipotesi di modifica della Legge quadro del Volontariato (n. 266/91)
attraverso l’art. 5 del Progetto di legge n. C41 (territori montani).
Preoccupa fortemente che le norme che si stanno definendo utilizzino risorse ordinarie, già
destinate al volontariato, per altre attività, quantunque significative.
Il fronte di impatto maggiore è l’abnorme ampliamento del numero di fruitori dei Centri di
servizio per il volontariato, istituiti dall’art.15 della Legge 266/91 per sostenere l’attività delle
organizzazioni del volontariato (oggi circa 40.000 tra iscritte e non iscritte ai registri regionali).
In particolare la modifica prevede:
1. di aggiungere a chi gestisce i CSV e a chi usufruisce dei loro servizi, oltre alle
organizzazioni di volontariato, anche tutte le onlus, le cooperative sociali, le associazioni
sportive dilettantistiche, le associazioni bandistiche, i cori amatoriali, le filodrammatiche, le
associazioni dilettantistiche di musica e danza popolare;
2. di destinare almeno il 10% delle risorse ai CSV che operano in territori montani e di
consentire che la quota eventualmente eccedente le loro attività di servizio venga utilizzata per
acquistare attrezzature, materiali e mezzi il cui utilizzo sia strettamente connesso alle attività
di natura sociale.
Si tenga inoltre presente che sul sistema di attuazione dell’art. 15 della Legge 266/91 ci sono
stati due accordi tra i soggetti coinvolti (Acri in rappresentanza delle Fondazioni, Forum del
Terzo settore, Consulta Volontariato, Convol - Conferenza Permanente Presidenti Associazioni e
Federazioni Nazionali di Volontariato, CSVnet, Consulta CoGe), nell’ottobre 2005 e nel giugno
2010, che hanno già individuato forme per ottimizzare il sistema, anche di fronte alle
conseguenze dell'attuale crisi economica.
Un altro elemento di preoccupazione riguarda l’estensione della tipologia di progetti finanziabili
dall’Osservatorio nazionale del Volontariato, con un bando per le organizzazioni di volontariato
iscritte ai registri regionali del volontariato (oggi circa 28.000) per finanziare progetti innovativi
sulle emergenze sociali.
La modifica prevede che alle emergenze sociali, vocata area di azione dei progetti, vengano
aggiunti interventi nei territori montani e nelle aree territorialmente marginali.
Riguardo al metodo, ci sconcerta che su modifiche di tale impatto – che intervengono su uno
strumento di sostegno destinato specificatamente al volontariato, ampliandolo a moltissimi
altri soggetti senza modificare l’entità delle risorse disponibili – non si interpellino le
organizzazioni che il mondo del volontariato collettivamente rappresentano.
Spiace constatare come ancora una volta si tentino di modificare alcuni articoli della legge sul
volontariato non affrontandola direttamente, ma attraverso modifiche singole inserite in
provvedimenti normativi che si occupano di altri temi.
Il Forum del Terzo Settore, la Consulta Nazionale del Volontariato presso il Forum, la Convol -
Conferenza Permanente Presidenti Associazioni e Federazioni Nazionali di Volontariato e
CSVnet chiedono, dunque, di modificare il Progetto di Legge evitando di intervenire
con esso per cambiare la legge sul volontariato.
Andrea
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