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In Uganda il grande cuore delle Marche
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08/11/10 Riceviamo da
www.carlogentili.it
e pubblichiamo.
Sr.Maria Goretti Nakate Akiiki e Sr.Matilda Nakajima, due suore missionarie in Uganda, giungeranno la prossima settimana a Grottammare e San Benedetto del Tronto (MC) per parlare del loro orfanotrofio che dista a soli 4 chilometri dal confine con il Congo, dove imperversa la guerra civile.
Saranno i due sindaci Luigi Merli e Giovanni Gaspari ad accoglierle e dare loro il benvenuto in terra Picena, poi, le suore avranno modo di incontrare le associazioni locali, le parrocchie, i cittadini della zona. Giunte in Italia grazie al Servizio Missionario coordinato da Sandro Luciani e Mons. Rino Ramaccioni, le suore hanno già trascorso alcuni giorni a Tolentino e Recanati. Grottammare-San Benedetto del Tronto rappresenterà la terza tappa nelle Marche, prima della partenza definitiva per Roma.
L’Uganda è una terra dove la guerra civile è durata quasi 20 anni ed è finita solo nel 2007: ha lasciato una povertà immensa oltre alla disperazione con 12 milioni di bambini orfani lasciati soli a se stessi, o debilitati da febbri malariche, da mutilazioni varie. Sr. Maria Goretti e Sr.Matilda sono suore che raccolgono e curano questi bambini gestendo un orfanotrofio con 234 piccoli ospiti.
Questo orfanotrofio è aiutato dall’associazione onlus “Sermit” (Servizio Missionario) di Tolentino
www.sermit.it
, con le adozioni a distanza: con soli 150€ all’anno, si può fare tantissimo
per uno di questi bambini. Stare al’orfanotrofio, infatti, significa essere curati e accuditi, avere pasti caldi, vestiti puliti, coperte e letti per dormire, un tetto sicuro; significa anche poter andare
a scuola, ma soprattutto significa sentirsi accuditi da qualcuno.
Quest’anno l’associazione Sermit ha comprato un pick-up per l’orfanotrofio (nell foto) , così le suore possono guidare e fare approvvigionamenti
nella vicina città, o andare a prendere l’acqua ogni giorno, mentre prima ogni bambino,
con la sua tanichetta, ogni mattina faceva un chilometro all’andata e uno al ritorno per
l’approvvigionamento idrico.
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