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Le mani sull'Insubria
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17/11/10 Riceviamo da
www.domanunch.org
La solita presentazione a una compiacente platea di statali, funzionari e politici arruolati in un giorno lavorativo, ha incorniciato ieri a MalpensaFiere la presentazione dello studio di fattibilità dell'autostrada Varese-Como-Lecco, la cosiddetta "Pedemontana Bis". Promotori della necessità di un ulteriore sfruttamento delle scarse superfici libere della nostra regione è ancora una volta quell'oligarchia reazionaria che da 15 anni occupa il potere economico e politico della Regione Lombardia.
Facciamo i nomi: Roberto Formigoni, Raffaele Cattaneo e i loro discepoli. Come già evidenziato da più parti, la lobby cattolica di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere sarebbe ormai così radicata nei gangli decisionali della Regione da costituire un vero monopolio, che detiene il controllo capillare degli Assessorati inerenti il territorio e le infrastrutture, delle Aziende Regionali, della sanità. Questa gente, avvalendosi dell'accordo di esponenti locali, come Bruno Amoroso, della Camera di Commercio di Varese, impone continuamente interessi particolari ai danni della nostra popolazione e del nostro territorio. Oppure, ancora per far nomi, Giulio Nidoli, celato protagonista dell'operazione Italinerti a Cantello, l'enorme cava da realizzare ad uso della Pedemontana Bis, che - guardacaso - si scopre essere presidente della Fondazione Nidoli, di cui è vice-presidente proprio Raffaele Cattaneo.
Dunque, non credeteci. La terra libera, lo spazio, le superfici edificabili sono la grande risorsa e il grande bottino su cui vuole mettere le mani un'oligarchia di imprenditori edili, cavatori, immobiliaristi travestiti da politici. La nostra ricchezza ambientale, storica e identitaria è preda della speculazione che gira attorno (ed è il vero business) alle grandi opere e al trasporto su gomma, a quel "cementificio" a getto continuo che ricopre fisicamente l'Insubria e ne determina la scomparsa.
La scusa è sempre quella: in un territorio iper-antropizzato sono necessarie nuove strade (e nuova urbanizzazione), per far correre più veloce i muli da soma che producono e lavorano oltre le loro necessità, dando il 50% della loro fatica in tasse al fine di mantenere la Repubblica parassita e i suoi alleati indigeni che indegnamente occupano le poltrone di Milano. Domà Nunch, dopo aver combattuto la speculazione della prima Pedemontana, presenta la sua secca opposizione al progetto di un suo raddoppio a nord e diffida i politici e gli amministratori locali di ogni colore a supportare l'assassinio della nostra Terra.
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