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In provincia di Vare nasce una rete contro il gioco d'azzardo
20/12/10
Sabato 18 dicembre si è tenuta a Samarate (VA) la conferenza "Comuni e Territorio insieme per un gioco sostenibile", promossa dall'associazione Azzardo e Nuove Dipendenze www.andinrete.it con i Comuni del Distretto di Gallarate – Ufficio di Piano: Albizzate, Cairate, Cassano Magnano, Cavaria con Premezzo, Gallarate, Jerago con Orago, Oggiona con Santo Stefano, Solbiate Arno, i Comuni di Azzate, Buguggiate, Cardano al Campo, Casorate Sempione, Ferno, Ispra, Lonate Pozzolo, Marnate e con il patrocinio della Provincia di Varese.
Scopo dell'incontro è quello di costituire un coordinamento di Comuni sensibili al tema dell’azzardo lecito per fare rete, condividere buone prassi già in atto e ipotizzare ulteriori azioni congiunte.
"La prima azione della rete - ha spiegato l'assessore Albuni Montani del Comune di Samarate - consta nel rinnovare ed estendere la campagna affissioni di sensibilizzazione natalizia negli spazi comunali per rammentare i rischi del gioco eccessivo. Il manifesto riproduce le fattezze di quello già utilizzato lo scorso anno a Samarate, predisposto dal disegnatore Valerio Marini. La campagna di sensibilizzazione quest'anno toccherà 180.000 persone."


Allarmanti i dati della relazione presentata dalla dottoressa Daniela Capitanucci, psicologa e presidente dell’ass. AND – Azzardo e Nuove Dipendenze.
Si stima che circa 215.000 residenti della Provincia di Varese (15-64 anni; il 51% degli uomini ed il 26% delle donne intervistati) abbiano giocato d’azzardo almeno volta nel corso della vita. Di questi, circa 20.000 “giocatori” hanno provato l’impulso di giocare somme di denaro sempre più forti (il 9,4% dei giocatori maschi ed il 9,2 % delle giocatrici) e circa 6.500 “giocatori” hanno provato l’impulso di tenere nascosto il proprio gioco ai familiari (il 4% dei giocatori e l’1,6 % delle giocatrici).
E’ statisticamente raro che uno o entrambi questi comportamenti compaiano in persone che non hanno perso il controllo sul loro modo di giocare. Quindi queste cifre possono grossomodo indicare le persone che sperimentano un qualche problema di gioco. Più precisamente, attraverso un questionario specifico è stato appurato che sono almeno 8.600 i “giocatori” residenti nella nostra provincia che rispondono ad un profilo di rischio “moderato”, cui si aggiungono altri 21.000 individui per i quali si rileva un profilo di “rischio minimo”.
L’opinione comune circa il gioco d’azzardo nella nostra provincia non è complessivamente molto favorevole. Il 71% dei residenti percepisce il rischio di “giocare d’azzardo” ed il 62% lo disapprova apertamente.
Un elemento di attenzione riguarda il gioco e i giovani. L’indagine ESPAD (2008) condotta tra gli studenti (15-19 anni) della nostra provincia rileva che il 48% degli ragazzi ed il 25% delle ragazze intervistati hanno giocato d’azzardo almeno volta nel corso degli ultimi dodici mesi. E ciò a dispetto del divieto di gioco ai minori di 18 anni.


Il 5% degli studenti “giocatori” nell’ultimo mese ha speso più di 50 euro in giochi d’azzardo. Fra gli studenti della provincia di Varese il 9% dei “giocatori” ha un profilo di rischio “moderato ed il 13% ha un profilo di rischio “minimo”.


Un nuovo fenomeno cui porre attenzione è il “poker texano”. Particolarmente appetibile ai giovani (specie maschi), vede partecipare nuove leve di giocatori. Questi si accostano al gioco d’azzardo con l’obiettivo di guadagnare, spesso iniziano online e poi si siedono ai tavoli; giocano oltre le loro possibilità; lasciano il lavoro o gli studi; finiscono col perdere contatto con la vita reale. L’illusione che coltivano è quella di diventare “Professional Poker Players” (giocatori di poker professionisti). Buona parte degli attuali “campioni” di questo “sport”, “miti” da emulare, sono giovanissimi (tra i 20 e i 25 anni di età). Un altro fenomeno allarmante e sottostimato è quella che ho denominato “POKER WAVE”.


In analogia a come vengono organizzati i rave party (velocemente, in luoghi segreti, usando mezzi telematici per diffondere le notizie) tramite internet, SMS, telefono vengono organizzate settimanalmente partite “private” di poker (in abitazioni, barche, baite, ecc.) con entrate sopra i 5000 euro. Ecco che il mercato legale dell’online si sposta in modo difficilmente rintracciabile creando una rete ramificata di occasioni di gioco d’azzardo (a questo punto illegale) nel nostro territorio.


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