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"Io non costringo, curo": campagna contro l'accanimento terapeutico
24/02/11
"I medici e gli operatori sanitari non vogliono una legge che costringa a mantenere in vita con tecnologie straordinarie o sproporzionate chi ha deciso di rifiutarle in modo consapevole e non ha più una ragionevole speranza di recupero.
Non vogliono calpestare, per scelte legislative ideologiche, la deontologia professionale e la stessa Costituzione che garantiscono il rispetto della volontà dell'individuo sulle terapie da effettuare.
Non vogliono che l'idratazione e la nutrizione artificiale siano strumentalmente considerate nella legge come "pane ed acqua", in contrasto con la comunità scientifica internazionale e negando l'evidenza della necessità per la loro somministrazione di competenze mediche e sanitarie.


Vogliono invece poter lavorare secondo scienza e coscienza in una alleanza terapeutica con la persona assistita, alla quale devono sempre essere garantite la dignità e la decisione finale".


Questo è il testo della campagna "Io non costringo, curo" che arriva da medici ed operatori sanitari che si battono per la libertà di scelta sul testamento biologico www.fpcgil.it .
Tra i firmatari anche l'oncologo Umberto Veronesi, il chirurgo e senatore del Pd Ignazio Marino, l'anestesista Amato De Monte.


"Io non costringo, curo perché la libertà di scelta delle terapie è il cardine del rapporto tra medico e paziente. La persona che non è più in grado di decidere dovrebbe avere gli stessi diritti di cura di una persona in grado di far rispettare le proprie volontà. Si tratta di un principio fondamentale, che attiene ai diritti di ogni individuo e proprio per questo, diversi anni fa, ho deciso di impegnarmi perché anche in Italia fosse approvata una legge sul testamento biologico", ha spiegato il Senatore Ignazio Marino sul suo sito www.ignaziomarino.it


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