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Alt: sostenete la ricerca contro la trombosi
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01/04/11 Riceviamo da
www.aragorn.it
e pubblichiamo.
Ogni anno nel nostro Paese 600 mila persone vengono colpite da malattie causate dalla trombosi: ictus, infarto, embolia polmonare, trombosi arteriosa e venosa.
Una persona su tre fra quelle che vengono colpite perde la vita, e una su tre rimane pesantemente invalida.
La trombosi è la prima causa di morte in Italia, colpisce il doppio dei tumori, ma potrebbe essere prevenuta ed evitata in un caso su tre.
ALT - Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari - Onlus
www.trombosi.org
è la prima e unica associazione in Italia che si batte per sconfiggere la trombosi finanziando la ricerca scientifica interdisciplinare e diffondendo la cultura della prevenzione attraverso il controllo dei fattori di rischio.
Con questo obiettivo ALT lancia la campagna “Ferma questo killer, ferma la Trombosi”.
Dal 3 al 23 aprile è possibile sostenere la ricerca scientifica sulle malattie cardiovascolari da Trombosi donando 2 euro tramite SMS solidale al 45507 da tutti i cellulari personali Tim, Vodafone, Wind, 3 e CoopVoce oppure chiamando sempre il 45507 da rete fissa Telecom Italia, Fastweb e TeleTu.
Con i fondi raccolti ALT finanzierà il progetto di ricerca che un gruppo di ricercatori coordinati dal Dr. Donato Gemmati del Centro Emostasi e Trombosi dell’Università di Ferrara sta svolgendo: scopo della ricerca è comprendere se il fattore XIII, un fattore della coagulazione del sangue presente in ognuno di noi, è capace di favorire la guarigione delle necrosi miocardiche che si verificano durante l’infarto da Trombosi coronarica. Se i primi dati saranno confermati, potremmo avere a disposizione una nuova straordinaria arma naturale per aiutare i cuori colpiti da infarto a recuperare forza ed efficienza.
Le malattie da trombosi possono e devono essere prevenute: ma la prevenzione si basa sulle scoperte fornite dalla ricerca scientifica, che esplora i meccanismi che portano alla formazione del trombo e apre strade nuove per evitare che il trombo provochi infarto del miocardio, ictus cerebrale, embolia polmonare, trombosi arteriosa e venosa.
Niente ricerca, niente prevenzione.
Tutti hanno il diritto di essere informati: e tutti dovrebbero sentire il dovere di aiutare la ricerca scientifica interdisciplinare. «La ricerca nel campo della Trombosi deve essere sostenuta per poter andare avanti, – afferma la Dr.ssa Lidia Rota Vender, Presidente di ALT – soprattutto in questo campo nel quale gli italiani sono eccellenti, e riescono ad ottenere risultati importanti anche se con mezzi finanziari limitati: risultati che hanno una ricaduta positiva immediata sulla prevenzione e sulla qualità della vita non solo di chi è paziente, ma anche di chi paziente non è e non vuole diventarlo».
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