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Salviamo il Ticino: campagna di mobilitazione per la tutela dei parchi in Lombardia
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01/04/11 Riceviamo e pubblichiamo.
Regione Lombardia tenta per l'ennesima volta di affossare le aree naturali protette. Dopo i tentativi sfrontati degli anni scorsi, ora ha deciso di utilizzare un veleno più subdolo per colpire il cuore degli enti che sovrintendono alla protezione del territorio e della natura della regione.
Ufficialmente il progetto di legge n. 76, già all’esame della commissione consiliare, ha lo scopo di adeguare gli ordinamenti giuridici degli enti parco alle prescrizioni della manovra finanziaria di Tremonti che cancella i Consorzi pubblici, come ribadito dal decreto Milleproroghe. Ma intanto ne approfitta per indebolire le fondamenta dei Parchi: ampi poteri di deroga per le opere che Regione vorrà imporre sul territorio, minori fondi economici a disposizione, iter più semplici per ridimensionare i confini dei parchi regionali e maggiore ingerenza regionale all’interno degli organi direttivi. Questa pesante trasformazione interna comporterà anche l’azzeramento di tutti gli statuti e dei direttivi, fatto che aprirà una stagione di trattative politiche che si giocherà sulla pelle delle foreste e dei suoli agricoli ancora salvi dall’edificazione. Il tutto con tempi così veloci da destare il sospetto che in gioco ci sia qualcosa di più grande.
Per denunciare questo pericolo, le comunità locali che hanno a cuore il futuro dei Parchi si stanno mobilitando, in particolare nelle zone più a rischio come l’asta del fiume Ticino e la cintura del parco agricolo sud. Una trentina tra associazioni ambientaliste e sportive, gruppi di acquisto solidale e cascine hanno deciso di lanciare una campagna informativa per svelare i veri interessi che si celano dietro a questa legge apparentemente inoffensiva.
“Le premesse della riforma sono totalmente disattese dal testo presentato dalla Giunta perché non mira ad ottenere una maggiore efficienza degli enti parco, bensì smantella la capacità di vigilare sul territorio e il potere di tutelare il paesaggio e la natura dei nostri luoghi”.
Il vero obiettivo della Regione, sostengono gli ambientalisti, è quello di sgombrare il campo alle grandi opere che Regione vuole piazzare sul territorio: terza pista di Malpensa, Expo, tangenziali esterne come la Tem o la futura nuova Ovest Esterna, varie bretelle di collegamento, nuove lottizzazioni nel Parco Agricolo Sud.
“Questa riforma taglia le gambe agli enti parco e introduce una serie di deroghe inaccettabili al regime di tutela dei parchi. Inoltre con questa azione legislativa, la Regione vuole piazzare nuove cariche politiche all'interno degli enti parco, gli ultimi luoghi che non erano ancora stati interessati pesantemente dalla lottizzazione partitica che ha interessato gli enti regionali. Se davvero si crede nella green economy e nella sussidiarietà, servono maggiori risorse economiche e maggiore coinvolgimento delle comunità locali. Chiediamo pertanto a tutti i partiti di impedire questo scempio e di ristabilire i poteri di vigilanza e controllo dei parchi, senza toccarne i confini.”
Per aderire alla campagna di mobilitazione: salviamoilticino@libero.it.
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