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Misure urgenti per Lampedusa. E MSF denuncia l cattive condizioni sull'isola
06/04/11
''Il continuo e probabilmente crescente flusso di rifugiati provenienti dalla Libia e in cerca di protezione internazionale e' fonte di grande preoccupazione. I Paesi vicini dovrebbero quindi cercare di offrire' spazi di accoglienza in uno spirito di condivisione delle responsabilita' e in stretta collaborazione con l'Unhcr.'' Lo sostiene il commissario europeo per gli affari interni, Cecilia Malmstrom, in una lettera inviata questa mattina ai governi dei 27 in vista del Consiglio dei ministri dell'Interno dell'Ue che si terra' lunedi' e martedi' prossimi a Lussemburgo.
Tra gli interventi più urgenti da mettere in atto, sempre secondo il commissario sono: ampliamento del campo operativo e potenziamento dei mezzi a disposizione di Frontex, l'agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne dell'Ue, facendola partecipare attivamente anche alle attivita' di rimpatrio degli irregolari; l'attuazione di un progetto operativo congiunto Ue-Tunisia per affrontare l'emergenza immigrazione; assistenza alle autorita' locali dei Paesi Ue piu' esposti ai flussi migratori a fare fronte all'impatto di questo fenomeno sull'economia e sulle infrastrutture.


A Lampedusa, intanto, la situazione è ogni giorno sempre più critica. Secondo l'organizzazione umanitaria Medici senza frontiere www.medicisenzafrontiere.it , dal 14 febbraio presente con un team sull'isola, le condizioni igieniche e sanitarie di accoglienza per i migranti che arrivano a Lampedusa sono inaccettabili. Si legge sul sito "A oggi, nel porto di Lampedusa, per circa 3.000 migranti sono in funzione 16 bagni chimici, due cisterne d’acqua mentre le autorità forniscono 1.5 litri di acqua potabile al giorno per persona. Queste condizioni sono ben al di sotto degli standard umanitari, che prevedono 20 litri di acqua al giorno per persona e un bagno ogni venti individui."
”È difficile credere che siamo in Italia, in un Paese del G8! Le condizioni di vita sull’isola sono peggiori di quelle che troviamo nei campi rifugiati in cui MSF lavora nel mondo”, dichiara Kostas Moschochoritis, Direttore Generale di MSF Italia.


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