Netweek      
News
Petrella a Lecco: "Acqua fuori dal mercato"
25/05/11
Riceviamo dal Comitato lecchese "2 Sì per l'Acqua Bene Comune" e pubblichiamo.


“L’acqua deve restare fuori dalle logiche del mercato e delle finanza, altrimenti sarà la fine!”. Questo il senso dell’intervento del prof. Riccardo Petrella (economista, esperto di beni comuni e di acqua) in occasione dell’incontro, organizzato dal Comitato referendario Lecchese “2 Sì per l’Acqua bene comune”, tenutosi venerdì 20 maggio al centro sociale di Germanedo.


All’incontro sono inoltre intervenuti: il sindaco di Lecco, Virginio Brivio, il presidente della Commissione Consigliare Ambiente, Ferdinando Ceresa (in rappresentanza dell’Amministrazione Provinciale di Lecco) e Roberto Fumagalli, a nome del Comitato referendario Lecchese. Ceresa ha citato il ruolo della Provincia nel governo dell’acqua, difendendo la scelta (assunta dall’Assemblea dell’ATO, ovvero dai sindaci) di affidare la gestione dei servizi idrici (acquedotti, fognature, depuratori) a Idrolario, società totalmente pubblica di proprietà dei comuni lecchesi.
Ha riferito Ceresa: “Idrolario sta operando bene ed è in grado di fare da se’ senza doversi aprire al mercato come imporrebbe la legge”.
Il sindaco Brivio ha ricordato non solo le sfide che attendono il Comune di Lecco, in particolare per risolvere il problema della depurazione e delle perdite nelle reti acquedottistiche, ma anche che la nuova legge regionale ha cancellato l’Assemblea dell’ATO, spostando le competenze dai comuni alla Provincia, attraverso un nuovo organismo denominato Ufficio d’Ambito. Ha concluso Brivio: “A livello personale sostengo i 2 Sì ai referendum sull’acqua”.


Fumagalli ha ribadito il contenuto dei due quesiti referendari sull’acqua, il cui voto si terrà il prossimo 12 e 13 giugno: “E’ importante che tutti i cittadini vadano a votare per impedire la privatizzazione dei servizi legati all’acqua”.


Il prof. Petrella ha sottolineato il modo in cui è scaturita, negli ultimi decenni, la mercificazione dei beni comuni e in particolare dell’acqua, per mano delle multinazionali e degli organismi internazionali. Nello specifico la Conferenza ONU del 1992 ha dichiarato che l’acqua è un bene economico, che pertanto deve creare ricchezza per il capitale. Nel 1993 la Banca Mondiale ha iniziato a favorire modelli di finanziamento che prevedevano l’ingresso dei privati nella gestione dei servizi idrici. In tal modo si è avviata la privatizzazione dell’acqua.
In Italia tale modello liberista è stato ripreso nel 1994 con la Legge Galli, che ha favorito l’affidamento ai privati e ha previsto la remunerazione del capitale investito del 7% a favore dei gestori. Ha concluso Petrella: “La finanziarizzazione mette a rischio l’accesso all’acqua in tutto il Mondo. I Comuni devono svegliarsi dal torpore, lottando con tutte le loro forze contro le privatizzazioni e la mercificazione dell’acqua”.


Il Comitato referendario Lecchese “2 Sì per l’Acqua bene comune” prosegue nella sua attività di informazione sui referendum acqua: in tutta la provincia sono previsti incontri informativi, banchetti ed altre iniziative a sostegno del voto del 12 e 13 giugno.


Torna indietroCommenta l'articolo
 
 
Ricerca associazioni
Per provincia
Per comune
Per categoria
Per Nome



Cerchi
A


In vetrina
Associazione Grash
Lissone
CF:
Associazione Anziani
Seveso
CF:
Dmedia Group Spa Soc. Unipersonale Corso Vittorio Emanuele II, 15 20122 Milano C.F. e P.IVA 13428550159 Società del GRUPPO DMAIL GROUP S.p.A. - Milano Codice fiscale e Registro Imprese 12925460151

TERMINI E CONDIZIONI | PRIVACY POLICY | COOKIE POLICY