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Padre Zanotelli: "Non permettiamo che l'acqua diventi mera merce di mercato"
07/06/11
“Ci stanno rubando l'acqua!”. Inizia così il testo dell’appello che Alex Zanotelli (nella foto) e padre Adriano Sella, missionario Saveriano di Padova, oggi responsabile della Rete interdiocesana sui nuovi stili di vita, hanno voluto indirizzare a tutti i religiosi partendo dalla domanda: “Come possiamo permettere che l'acqua, nostra madre, sia violentata e fatta diventare mera merce per il mercato?”.


Il documento prosegue affermando che “Per noi cristiani, l'acqua è un grande dono di Dio, che fa parte della sua straordinaria creazione e non può mai essere trasformata in merce”, per cui l’invito a riflettere su quel “Dammi da bere” che un “Gesù, stanco e assetato, chiede alla donna samaritana, nel Vangelo di Giovanni” che diventa specchio dello stesso grido “Dateci da bere!” che parte ogni giorno da parte di milioni di impoveriti in giro per il mondo.


“Un mondo - dicono Zanotelli e Sella - dove la popolazione sta crescendo e l'acqua diminuendo per il surriscaldamento, e dove questo “dateci da bere” diventerà un grido sempre più angosciante. Nei volti di tutti gli assetati del mondo, noi credenti vediamo il volto del povero Cristo, che alla fine dei tempi di dirà: “Ho avuto sete e non mi avete dato da bere” (Mt 25,42).


Per dar forza la ragionamento, quindi, i due religiosi richiamano la “Caritas in Veritate”, l’enciclica con cui Benedetto XVI dichiara che “Il diritto all'alimentazione, così come quello all'acqua, rivestono un ruolo importante per il conseguimento di altri diritti, a iniziare, innanzitutto, dal diritto primario alla vita” e si soffermano, inoltre, sul Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, dove si legge che “l'acqua, per la sua stessa natura, non può essere trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve essere razionale e solidale”.


Una solenne dichiarazione, contenuta anche negli atti del convegno di Assisi dello corso aprile, dove il segretario della Conferenza episcopale italiana, mons. Mariano Crociata, ripreso nell’appello di Zanotelli e Sella, ha affermato come: “In questo scenario, conservano tutto il loro peso i processi di privatizzazione, che vedono poche multinazionali trasformare l'acqua in affare, a detrimento dell'accesso alle fonti e quindi dell'approvvigionamento, con conseguente perdita di autonomia da parte degli enti governativi. Il tema va affrontato - si legge ancora nella dichiarazione del presule - dalla comunità internazionale, per un uso equo e responsabile di questa risorsa, bene strategico - l'oro blu! - attorno al quale si gioca una delle partite decisive del prossimo futuro”.


Il testo è stato pubblicato sul sito dell'associazione La Goccia Onlus di Senago www.la-goccia.it , che invita a partecipare alla festa che si terrà presso la sua sede di via Risorgimento 3.
Ci saranno stand, mercatini, la tombolata e, alle 10.30, la S.Messa celebrata da don Ambrogio Galbusera


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