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Corresponsabilità, continuità, condivisione: sperare significa costruire il futuro
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06/12/11 "Finché c'è vita c'è speranza. Il detto è molto antico ma vero solo per metà. Non basta infatti essere vivi, per sperare: bisogna anche credere nella giustizia e impegnarsi a costruirla". Sono, queste, le prime righe dell'introduzione del nuovo libro di don Luigi Ciotti, La speranza non è in vendita (Giunti, ed. Gruppo Abele), "un lavoro costruito attraverso quarantacinque anni di faccia a faccia con le persone, di incontri, di strada fatta a fianco degli ultimi. Un testo "per non cedere alla rassegnazione, al cinismo e all'indifferenza. E per ricordarci che la strada dell'impegno è scandita da tre parole: corresponsabilità, continuità, condivisione."
Con l’obiettivo di “saldare la terra con il cielo”, don Luigi Ciotti ha fondato nel 1965 a Torino il Gruppo Abele, espressione di un impegno sociale fatto di accoglienza, servizi alle persone, ma insieme di proposta culturale, educativa e “politica”. Oggi il “Gruppo” lavora accanto a giovani e adulti con problemi di dipendenza, alle vittime di tratta e di violenza, come le donne costrette alla prostituzione, alle famiglie in difficoltà, ai migranti, ai malati di Aids; è presente nelle carceri, coi giovani nelle scuole e nell’educativa di strada, con l’informazione attraverso le riviste Narcomafie e Animazione Sociale, sul territorio e nel quotidiano con attività di mediazione dei conflitti, in Africa, in Costa d’Avorio, con progetti di cooperazione internazionale. Convinto che solo il “noi” possa costruire cambiamento e giustizia sociale, nel 1995 don Ciotti ha dato origine a Libera, che oggi coordina l’impegno di oltre 1600 realtà in Italia e in Europa, attive nel contrasto alla criminalità organizzata, alle mafie e nella promozione di una cultura della legalità e della responsabilità.
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