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FIAB a Monti: "Crisi come opportunità per eco-mobilità"
06/12/11
Il Presidente della FIAB - Federazione Italiana amici della Bicicletta - , Antonio Dalla Venezia, fa appello al Governo Monti di prestare la massima attenzione ai temi della mobilità sostenibile e di cogliere l’occasione di crisi nazionale come opportunità di cambiamento e di rilancio della mobilità eco-compatibile a partire da quella ciclistica. Ciò che non è stato fatto in questi anni da tutti i passati governi.
Mentre la crisi economica fa sentire pesantemente i suoi effetti, il nostro Paese affronta con una rinnovata compagine di Governo questa delicatissima fase. Si annunciano nuovi sacrifici con tre parole d’ordine: rigore, sviluppo, equità. Questo dovrebbe escludere quei “tagli lineari” che, tante volte, hanno penalizzato senza alcun criterio settori già duramente colpiti. Ma le preoccupazioni non mancano. La manovra finanziaria che verrà illustrata a breve dal presidente del Consiglio Mario Monti conterrà tagli importanti anche in un settore già fortemente penalizzato come quello del trasporto pubblico.


Le prime indiscrezioni dicono, infatti, che il trasporto pubblico locale (TPL), per il quale sono stati previsti finora trasferimenti solo per 400 milioni di euro, non sarà alimentato da altre risorse: perderebbe dunque più di 1 miliardo e mezzo rispetto agli anni passati. Che si aggiungono ai pesanti tagli agli enti locali, e rischiano di compromettere definitivamente anche l’erogazione di servizi per la mobilità collettiva.
Il nostro Paese continua, di fatto, a dipendere da una mobilità costosa, inquinante ed energivora, mentre tuttora mancano politiche virtuose a livello nazionale, e le sinergie positive regionali e locali, che sappiano operare con lungimiranza, rendendo possibile quel cambiamento che, in altri Stati europei, è in atto da diversi decenni.


Tralasciando le considerazioni più ovvie (peggioramento della qualità della vita, aumento del fabbisogno energetico, riduzione dell’efficienza degli spostamenti), possiamo provare a quantificare l’efficacia dell’intervento. Ogni auto incide annualmente sulla collettività per circa 1.000 euro di spesa sanitaria per gli incidenti (30 miliardi €/anno per morti e feriti) e per circa 2.500 euro di costi ambientali (rumore e inquinamento atmosferico sono i principali). Se i tagli previsti porteranno il 30% dei pendolari ad usare l’auto invece dei mezzi pubblici, la tassa occulta cui i cittadini saranno sottoposti sarà pari a circa 15 miliardi di euro. Tassa odiosa perché fatta di morti, inquinamento e congestione dei centri urbani, esternalità negative che si aggiungono ai costi diretti. Per essere più precisi spenderemo 4 € in più per ogni euro tagliato. Le cose vanno “meglio” dal punto di vista della mobilità ciclistica, dove il saldo resta invariato: a zero investimenti di ieri corrispondono zero investimenti di oggi! Ma anche in questo caso l’assenza di una politica dei trasporti sostenibili ci discosta drammaticamente dal resto dell’Europa che punta a raggiungere il 15% di composizione modale per la mobilità ciclistica entro il 2020.


In questo settore ogni euro investito viene decuplicato in termini di risparmio per la spesa pubblica: sarebbero sufficienti anche piccoli interventi a costi contenuti per le amministrazioni pubbliche per dare l’opportunità a molti più cittadini di scegliere serenamente la bicicletta come mezzo per gli spostamenti quotidiani con un indubbio vantaggio anche per le economie familiari così duramente provate da questa crisi. Tutto si tiene: economia, ambiente, lavoro. Non riuscire a cogliere il valore di tutto ciò, sarebbe ancora un imperdonabile errore politico destinato a privarci del nostro futuro.
Antonio Dalla Venezia, Presidente FIAB fiab-onlus.it


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