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Chiude la sede INPS di Carate Brianza
25/07/12
Riceviamo dall'Unione Sindacale di Base-Monza e Brianza www.usb.it e pubblichiamo.


In un incontro sindacale tenutosi ieri con il direttore INPS della provincia Monza Brianza ci è stato comunicato che è ormai prossima, questioni di mesi, la scelta di chiudere la sede INPS di Carate Brianza. La necessità di “limare” i costi, spending review, impone di chiudere questa sede che comporta un affitto di euro 85.000 all’anno, cifra che arriva ad oltre euro 100.000 aggiungendovi la spese di manutenzione ordinaria.
La Direzione di Monza ha preso l’impegno di consentire ai colleghi di Carate di scegliere la loro ricollocazione sulle altre Sedi in ambito provinciale. Durante la riunione il Coordinamento USB di Monza ha sostenuto la necessità di non azzerare un importante servizio pubblico alla cittadinanza, come quello fornito dalla presenza dell’Agenzia di Carate Brianza sul suo territorio. “Ottimizzare i costi” azzerando i servizi, concetto caro al governo Monti, troverà sempre la nostra piena e dichiarata opposizione. Perciò la scrivente O.S. ha avanzato la proposta di mantenere su Carate Brianza un “punto” INPS da allocare in immobili di proprietà pubblica, quindi con costi economici ridotti all’osso, invitando la direzione INPS Monza Brianza a sondare i diversi enti pubblici presenti nella città di Carate Brianza (Comune, altri) per verificare la concreta possibilità di esistenza ed utilizzo di tali immobili da mettere a disposizione per tale servizio. Ciò consentirebbe di mantenere sull’Agenzia di Carate anche quel personale che non condivide l’ipotesi di uno spostamento su altre sedi INPS del territorio. Il Coordinamento USB di Monza ha comunque espresso al Direttore la necessità di consultare i lavoratori per conoscere le loro decisioni in merito alla chiusura della sede INPS di Carate Brianza.


Delle problematiche dell’Agenzia di Carate Brianza si parla da anni e l’entusiasmo con cui la Direzione di Sede ha sposato l’invito del Direttore Regionale a “ragionare” sulla sua chiusura ci sembrano ispirate più dall’ansia di liberarsi di un’Agenzia che viene avvertita da essi come poco produttiva, con buona pace della funzione di servizio alla cittadinanza che svolge ( la “sindrome del parametro 124” colpisce ancora!), che da considerazioni di risparmio e razionalizzazione della spesa. Non dimentichiamo che questa agenzia, da anni, soffre di carenza di organico. I lavoratori che ci sono i miracoli non li possono fare!


Ma sono davvero così attenti i dirigenti regionali INPS quando si tratta di “risparmiare i soldi pubblici? Infatti a Seregno, da anni, esiste un immobile di proprietà INPS inutilizzato, l’ex clinica Santa Maria, che sta letteralmente cadendo a pezzi mentre, sempre a Seregno, si paga un “succoso” affitto per la sede INPS attualmente in servizio. Ci saremmo aspettati allora che la proposta di chiusura di Carate fosse accompagnata da un piano di recupero di tale fatiscente immobile INPS a Seregno, al fine di trasferivi definitivamente l’Agenzia INPS della stessa città.


Invece NO! L’immobile continuerà nel suo degrado, fino a quando il Comune di Seregno si vedrà obbligato ad imporre l’intervento di recupero all’INPS, mentre l’INPS regionale continuerà a pagare un “succoso” affitto per l’attuale sede operativa di Seregno. Chi ci guadagna? Sicuramente non ci guadagnano i cittadini ed i lavoratori che vedono sperperati i loro quattrini. Sembrerebbe di no!


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