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"Pedagogia della terra": prime visite ai produttori biologici
02/08/12
Riceviamo da www.lisolachece.org e pubblichiamo.


L'isola che c'è di Como e i Distretti di Economia Solidale di Varese e di Monza-Brianza, con la collaborazione delle Cooperative Sociali Corto Circuito e SCRET e di AIAB Lombardia, nel mese di luglio hanno realizzato le prime visite per conoscere dal vivo le modalità di produzione degli agricoltori coinvolti sui loro territori nel progetto “Per una pedagogia della terra”.


Questa prima fase di visite è iniziata dai produttori ortofrutticoli, coinvolgendo cinque realtà:
l’Azienda Agricola “La Runa” di Erba (CO)
l’Azienda Agricola “Biorama” di Albiolo (CO)
l’Azienda Agricola “S. Damiano” di Cantù (CO)
l’Azienda Agricola “Villa Licia” di Bernareggio (MB)
la cooperativa Solidarietà Coop. Soc. “Sala al Barro” di Galbiate (LC)
la cooperativa “Solidarietà 90” di Laveno (VA).
Ogni visita è stata realizzata da appositi Gruppi di Visita, costituiti da un produttore, un tecnico e un consumatore - membro di GAS (Gruppo d’Acquisto Solidale), provenienti ognuno da un territorio diverso da quello del produttore ospitante. Tutti i partecipanti lavorano dall’inizio dell’anno nei rispettivi Comitati Locali, nei quali decine di persone stanno approfondendo la conoscenza del significato valoriale e tecnico della coltivazione biologica, per definire dei protocolli sperimentali che possano dar vita al primo Sistema di Garanzia Partecipativa (SPG) in Lombardia (PGS – Participatory Guarantee Systems, in inglese)


Le visite sono state quindi l’occasione per testare finalmente sul campo il lavoro di questi primi mesi di studio e confronto, lavoro accompagnato da animatori locali e da una commissione tecnica di esperti, tra cui Alessandro Triantafillidis (presidente nazionale AIAB) ed Eva Torremocha (referente europea IFOAM per i PGS), presente anche alle prime visite.


Gli animatori coinvolti, al termine delle visite, hanno espresso entusiasmo e soddisfazione.
Per Giacomo, animatore comasco e agronomo, “Girare per campi con i produttori e ascoltare quello che fanno e come lo fanno è stato estremamente arricchente; il confronto tra produttori innesca un confronto tra esperienze e un circuito virtuoso che credo sia alla base del processo; ma anche il ruolo del gasista lo trovo molto strategico: non esiste persona più pungente per un produttore del gasista che non conosce le tecniche, i tempi, le sequenze del lavoro nei campi, ma che sa cosa significa la qualità del prodotto per il consumatore”. Per Chiara, animatrice monzese, le visite sono state un momento “divertente” ma anche di grande “responsabilità”, in quanto rappresentano solo una tappa di un lungo percorso di conoscenza e collaborazione reciproca con i produttori. Donatella, invece, animatrice sulla provincia di Varese, ha definito le visite “un’esperienza ricca ed educativa, di apprendimento, nel pieno rispetto delle varie competenze e nella consapevolezza del valore di quanto fatto”.


Nel mese di settembre si concluderà il programma di visite ai produttori ortofrutticoli, e da ottobre si passerà a visitare i produttori zootecnici.


Obiettivo di questo percorso è quello di dar vita a una nuova forma di garanzia “dal basso”, complementare a quella tradizionale della certificazione biologica, che sia in grado di trasmettere sui territori la credibilità tipica dei GAS: fondata quindi sulla partecipazione solidale di produttori e consumatori, ma anche su processi altrettanto autorevoli e rigorosi delle certificazioni di terze parti.


Le visite ai produttori sono state organizzate all’interno del progetto “Per una pedagogia della terra”, co-finanziato da Fondazione Cariplo, che a partire dalle pratiche di “filiera corta” diffuse sui territori di riferimento – Varese, Como e Monza - vuole sostenere la sperimentazione di “sistemi di garanzia partecipata” (PGS – Participatory Guarantee Systems): pratiche di riconoscimento della qualità che generano credibilità a partire dalla partecipazione solidale di tutti gli attori interessati dai processi di produzione e consumo.


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