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No ad una Pedemontana non più sostenibile
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11/09/12 Riceviamo da
www.alternativaverde.it/rete
e pubblichiamo.
Il 30 settembre 2012 a Desio (MB) a partire dalle ore 14 si svolgerà una manifestazione NO
PEDEMONTANA promossa dal Comitato Beni Comuni che, figlio del Comitato per l’Acqua
Pubblica vittorioso ai referendum dello scorso anno, sta raccogliendo sempre più composite e
numerose adesioni di associazioni, gruppi e comitati che si ritroveranno insieme sotto questo
denominatore comune.
Il nostro coordinamento dal 2007 si è
misurato con parole e fatti contro quest’opera
occupandosi nel merito dei gravissimi rischi che essa porta con sé.
Aderiremo alla manifestazione NO PEDEMONTANA perchè:
vogliamo continuare a dire con chiarezza a Regione Lombardia e ad Autostrada
Pedemontana Lombarda, che le compensazioni ambientali che abbiamo difeso, seppure
assolutamente insufficienti, devono essere non solo realizzate ma ampliate;
vogliamo che Regione Lombardia realizzi un Piano d’Area per Autostrada
Pedemontana con un unico articolo: “nessuna nuova costruzione dovrà essere costruita
lungo l’asse di Pedemontana”;
vogliamo che questo nuovo rinascimento ambientale parta proprio dal
coinvolgimento dei territori e degli attori sociali che, come i gruppi del nostro coordinamento,
si impegnano per e in esso in un ottica di rete sovralocale, che aspirano a guidare e a
suggerire nuove forme sostenibili di governo del territorio basati su pochi ma chiari
capisaldi: no al consumo di suolo, si alla fruizione degli spazi aperti anche con nuove forme
di imprenditoria agricola che vedano insieme fra loro produttori e consumatori locali; no alla
distruzione selvaggia del paesaggio urbano antico residuo, si all’efficienza energetica e al
recupero delle aree dismesse anche agevolando nuove politiche dell’abitare nonché la loro
restituzione per un uso a verde pubblico; no alla riduzione degli spazi aperti, si alla
creazione di nuovi parchi regionali nella Brianza Centrale, nel Vimercatese e nella Brughiera
Briantea e all'estensione dei parchi regionali esistenti (Groane, Valle del Lambro e Adda
Nord) che porti ad una federazione dei parchi regionali e dei PLIS lombardi che realizzi
concretamente e non solo sulla carta, la rete ecologica regionale in un ottica di un nuovo
patto sociale e di nuova fruizione consapevole e corresponsabile da parte delle comunità
locali;
vogliamo tutelare gli ultimi boschi pedemontani come il Bosco della Moronera, i
boschi di Arcore ed, in particolare, salvare definitivamente il Bosco delle Querce di Seveso dallo sbancamento che provocherà la costruzione di
Pedemontana;
non vogliamo che la tratta B2, colpita nel 1976 dalla nube tossica dell’ICMESA,
venga nuovamente sconvolta con scavi all’interno delle ex aree A e B che, come
testimoniato dai prelievi Certificati da ARPA eseguiti nell’aprile/giugno 2008, mostrano
ancora una consistente presenza di diossina;
si prendano subito provvedimenti radicali e innovativi in materia di infrastrutture. Se
ci sono soldi, questi dovrebbero essere spesi per costruire – ORA e subito – quelle
infrastrutture come ad esempio IL TRASPORTO SU FERRO (Pedemontana ferroviaria) E
L’INTERSCAMBIO FERRO-GOMMA che permettano di mantenere stili di vita dignitosi in
situazioni critiche: quindi occorrerebbe impegnarsi a migliorare il trasporto pubblico
rendendo meno appetibile la macchina privata realizzando sistemi accessori di viabilità
lenta (piste ciclabili);
in un momento di crisi economica come questo, tagliare o ridimensionare le grandi
opere inutili è fondamentale, ed è fondamentale reinvestire questi fondi in tante piccole
opere utili a questo paese ed alla sua economia capillare e diffusa che nella green economy
sta vedendo uno dei pochi settori con segno positivo.
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