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Coopi: al via la campagna per salvare dalla malnutrizione 7.000 bambini in Niger
25/09/12
Sono almeno 10 milioni le persone che rischiano la vita a causa della malnutrizione nel Sahel, la regione dell’Africa centro-settentrionale che comprende Mauritania, Mali, Burkina Faso, Ciad e Nigeria, afflitta da mesi da una pesante carestia.
I cicli di siccità divenuti sempre più frequenti negli ultimi anni, l’aumento vertiginoso dei prezzi del cibo e l’instabilità politica sono alcune della cause che hanno reso quest’area una polveriera pronta a esplodere da un momento all’altro. A pagarne le spese sono i gruppi più vulnerabili: donne e bambini.
In Niger, uno degli ultimi dieci stati al mondo per PIL procapite, la malnutrizione cronica colpisce 1 bambino su 2 e la mortalità infantile è a livelli altissimi, tanto che 1 bambino su 4 muore a causa di alimentazione povera e precarie condizioni di salute.


L’ong COOPI ha oggi come obiettivo quello di salvare almeno 7.000 bambini nel distretto sanitario di Tillabéry nel Sud Ovest del Niger dall’emergenza della malnutrizione e per questo lancia dal 23 settembre al 7 ottobre una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi tramite sms solidale al 45509.
I fondi raccolti serviranno a garantire cibo di emergenza ai bambini malnutriti, a gestire centri di salute nutrizionale, a riabilitare strutture sanitarie locali, a formare il personale sanitario e a sensibilizzare le madri sulle buone pratiche dell’alimentazione.


A differenza di altre malattie, la malnutrizione non ha effetti immediatamente visibili, le drammatiche conseguenze fisiche e sociali possono verificarsi anche dopo anni. Un bambino malnutrito, cioè un bambino che non ha ricevuto la giusta quantità di micronutrienti nei primi 1000 giorni di vita, rischia di sviluppare ritardi motori e cognitivi. Un danno gravissimo non solo per l’individuo colpito dalla malattia ma anche per la comunità in cui vive. Un bambino malnutrito avrà infatti meno possibilità di accesso all’istruzione e di conseguenza minori probabilità di ottenere un lavoro dignitoso.


Insieme ai bambini, sono le mamme a rappresentare l’altro gruppo altamente vulnerabile all’emergenza malnutrizione. Una mamma malnutrita metterà al mondo con molta probabilità un bambino a sua volta malnutrito, non potrà produrre latte in qualità e quantità sufficienti e di conseguenza dovrà ricorrere a bevande meno nutrienti.


Un circolo vizioso - e pericolosamente diffuso - che COOPI sta cercando di spezzare attraverso diversi progetti di lotta alla malnutrizione e di sicurezza alimentare anche in Etiopia, Somalia e Repubblica Democratica del Congo. Per questo, con l’obiettivo di salvare dalla malnutrizione 100.000 bambini entro il 2013, lo scorso anno COOPI ha lanciato la campagna “Insieme x 100.000”, nella quale si colloca anche il progetto in Niger.


Il raggiungimento dell’obiettivo di salvare dalla malnutrizione 7.000 bambini in Niger si traduce concretamente nella raccolta di 300.000 mila euro. Per avere un’idea dei costi, basti pensare che con 10 euro si assicurano due settimane di cibo a un bambino, con 150 euro si cura un bimbo gravemente malnutrito, con 1000 euro si effettua un’attività di screening sullo stato nutrizionale di un’intera comunità.


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