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Progetti concreti e attenzione al territorio: ecco cosa chiedono le Imprese al Non Profit
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10/10/12 Riceviamo da
www.istitutoitalianodonazione.it
e pubblichiamo.
L’Istituto Italiano della Donazione (IID) ha presentato martedì 9 ottobre a Roma i
risultati emersi dell’indagine “Impresa e Non Profit - ed. 2012” giunta alla sua quarta
edizione. Lo studio, le cui precedenti rilevazioni sono datate 2006, 2007 e 2009, è stata
realizzata dall’Osservatorio di sostegno al Non Profit sociale dell’IID in collaborazione e con
il prezioso sostegno di Fondazione Vodafone Italia.
L’indagine, che ha l’obiettivo di conoscere meglio come le aziende si rapportano con i
soggetti del Terzo Settore, restituisce i risultati di un panel di 28 imprese fortemente
impegnate in progetti di responsabilità sociale, la maggior parte delle quali aderenti a
Fondazione Sodalitas.
Dallo studio emerge chiaramente che l’86% delle aziende rispondenti sceglie come modalità di
erogazione il finanziamento su progetti specifici. Questo dato è ancora più rilevante se lo si
analizza congiuntamente al fatto che il 21% di queste imprese utilizza esclusivamente questo
mezzo, mentre la restante parte vi affianca altri strumenti di finanziamento. Al secondo e al terzo
posto troviamo donazioni dirette e sponsorizzazioni, anche se queste ultime non sono mai
utilizzate in modo esclusivo. Le modalità di erogazione, se paragonate alla scorsa edizione
dell’indagine, registrano poche variazioni ad eccezione del Cause related marketing, che
sembra aver avuto un calo, passando da 8 aziende che lo utilizzavano nel 2009 a solo 5 nel 2012.
Si conferma ulteriormente nel 2012 il primato del sostegno a progetti specifici.
La funzione del responsabile CSR risulta sempre più presente nelle aziende intervistate e,
quando esistente, è quella maggiormente coinvolta (60%) nei processi decisionali relativi alla
gestione delle erogazione al Terzo Settore anche se, solo in 7 casi su 28, questa figura opera in
piena autonomia: nella maggior parte dei casi la scelta avviene con il coinvolgimento
dell’amministratore delegato, dell’area marketing e/o del direttore amministrativo.
Nel confronto con gli anni scorsi le
preferenze rispetto ai settori sostenuti non
hanno subito sostanziali modifiche: se da un
lato si continua a puntare sul settore
salute e ricerca scientifica (preferenza
espressa anche dal donatore privato
cittadino), dall’altro si prosegue nel
sostegno a Organizzazioni Non profit (ONP)
che si occupano di alleviare i bisogni del
territorio di appartenenza (infanzia,
emarginazione sociale, cultura) dove la
stessa impresa opera.
Le aziende dunque si rivolgono principalmente alle associazioni che operano sul territorio
nazionale (53%) e locale (43%). Diminuisce fortemente la percentuale di aziende che
preferiscono rivolgersi alle ONP che hanno una dimensione internazionale. Dal 2009 ad oggi è
molto probabile che le aziende abbiano preferito rispondere ai bisogni nazionali legati anche alle emergenze territoriali, ormai
piuttosto frequenti. Si pensi ad esempio al
terremoto dell’Aquila e in Emila, nonché
alle alluvioni di Genova e di Messina.
Il monte delle donazioni elargite dalle
aziende è piuttosto importante: quasi il
40% dichiara di destinare più di
500.000 euro al Terzo Settore ma
diminuisce il numero di quelle che hanno
donato oltre 1 milione di euro. Cresce
infatti la percentuale di aziende che hanno
elargito somme più contenute (tra 10 mila
e 50 mila euro).
Possiamo ipotizzare quindi che le aziende
continuano a donare anche in tempi di
crisi, diminuendo però l’entità media
della donazione. Questo dato è
perfettamente in linea con il
comportamento del donatore privato
cittadino, come emerge dall’ultima
indagine semestrale sull’andamento delle
raccolte fondi realizzata dall’Osservatorio
IID e presentata a settembre 2012.
Commenta Edoardo Patriarca, Presidente IID: “Due aspetti emergono chiaramente
dall’indagine. Anzitutto c’è un profit italiano che crede nella partnership con il Terzo
Settore, come testimoniano più di tre quarti delle imprese intervistate (77%) le quali
vedono il rapporto con il Non Profit come un fattore di competitività su cui far leva soprattutto
in tempi di crisi economica. Al contrario, chi non crede nella partnership con il Terzo Settore
dona meno e, in tempi difficili, è più propenso a diminuire gli importi ad esso destinati. Nel mondo
profit dunque le imprese che donano in modo regolare reggono, nonostante possano decidere di
destinare ad attività filantropiche importi inferiori. Centrale è dunque il fattore fiducia che le
associazioni devono costruire giorno dopo giorno grazie alla qualità dei servizi offerti, alla cura
dei propri sostenitori e ad un serio investimento in trasparenza e rendicontazione. In
seconda battuta è importante sottolineare come sia scresciuto l’interesse delle aziende a valutare
nello specifico le proposte progettuali presentate dalle ONP: questo diventa il primo criterio di
selezione. C’è dunque molta più attenzione nella scelta di progetti concreti e ben sviluppati,
che possano dare un ritorno di immagine all’azienda e che siano riconoscibili dal
cittadino/consumatore nel territorio di appartenenza”.
“Obiettivo della Fondazione Vodafone è quello di svolgere un ruolo di sostegno sui temi della
solidarietà sociale sempre più vasti e complessi, per i quali non è sufficiente rispondere con
maggiori risorse finanziarie; – afferma Antonio Bernardi, Presidente della Fondazione
Vodafone Italia – pertanto la realizzazione di un’indagine sul rapporto tra Imprese e Non Profit
diviene uno strumento importante di orientamento per tutti gli attori: Istituzioni, Privati e Terzo
Settore. Come Fondazione privata siamo chiamati a dare il nostro contributo, anche attraverso la
creazione di reti di solidarietà sui diversi territori che, come emerso dall’indagine, assumono
sempre di più’ un ruolo centrale, perché siamo convinti che solo se affrontate in una cornice di
responsabilità collettiva, queste situazioni potranno nel tempo restituire valore alle comunità”.
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