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Trionfa a Parigi lo spettacolo recitato nella lingua dei segni
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02/02/07 Ridurre la distanza tra udenti e non udenti e far capire, a chi i suoni li sente, che nel mondo silenzioso dei sordi c'è grande desiderio di comunicare. E' questa, in sintesi, la sfida lanciata dall'International Visual Theatre di Parigi (I.V.T.), il centro socio-culturale dei sordi inaugurato la settimana scorsa e diretto dall'artista non udente Emmanuelle Laborit. Per la cerimonia di apertura è stato rappresentato 'King Lear' di Shakespeare, recitato in lingua francese e nella lingua dei segni tradotta a voce o attraverso frasi proiettate sul grande schermo alle spalle degli attori.
'Alcuni monologhi sono stati rappresentati senza traduzione. Al pubblico non deve essere spiegato tutto. E' bene che ci siano momenti in cui lo spettatore udente si senta un po' perduto quindi costretto ad osservare meglio l'azione', ha dichiarato Emmanuelle Laborit.
Ricco il cartellone di questa prima stagione proposto dall'I.V.T.: 'Atti senza parole' di Beckett, 'Les fables de LaFontaine, 'racconti di donne' di Dario Fo e Franca Rame, 'Le grand cahier' di Kryzstof e 'Inoui Music Hall', rivista di canzoni nella lingua dei segni.
Tratto da
'la Repubblica' dello 01/02/2007
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