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1 dicembre: Giornata Mondiale contro Aids a fianco di Cesvi
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28/11/12 “Stiamo vincendo l’AIDS in Africa, non fermiamoci!” è l’appello lanciato dal Cesvi
www.cesvi.org
che, in occasione del
1° dicembre - Giornata Mondiale di lotta all’AIDS - ricorda che l’obiettivo del millennio rimane quello di
fermare il progresso della malattia e avere quindi zero nuove infezioni entro il 2015.
Gli ultimi dati diffusi da Unaids, il programma delle Nazioni Unite sull'HIV/AIDS, sono confortanti e
dimostrano che gli sforzi e l’impegno degli ultimi anni non sono stati vani: il tasso di nuove infezioni è stato
ridotto del 50% in 25 Paesi a basso e medio reddito tra il 2001 e il 2011, e i decessi sono calati del 25% dal
2005.
Tuttavia vi sono ancora 34 milioni di sieropositivi di cui 3,3 milioni di bambini, 2,5 milioni di nuovi infetti all’anno 1,7 milioni di decessi l’anno.
E’ importante non fermarsi ora: l’AIDS continua a rimanere la pandemia che miete più vittime al mondo,
malgrado la sopravvivenza assicurata dalle cure oggi disponibili. E sono 6,8 milioni le persone che
avrebbero diritto ai trattamenti, ma non ne hanno accesso per scarsità di risorse.
Cesvi continua la sua attività di sensibilizzazione sull’AIDS anche in Italia, perché i numeri non permettono
di abbassare la guardia: si contano infatti 150mila persone affette da HIV, quasi tutti adulti e circa un
terzo donne. Rispetto a venti anni fa oggi si infettano meno persone (circa 4.000 all’anno), ma è molto più
elevato il numero dei sieropositivi viventi per effetto della maggiore sopravvivenza garantita dalle terapie
più efficaci. La principale via di trasmissione è rappresentata dai contatti sessuali non protetti, che tuttavia
non vengono sufficientemente percepiti come rischiosi, in particolare dalle persone di età matura.
Anche quest’anno le attività di sensibilizzazione e di lotta alla pandemia sono sostenute da una
campagna di raccolta fondi (SMS solidale al 45508 fino al 21 dicembre*), grazie alla quale Cesvi potrà portare avanti il progetto il progetto
“Fermiamo l’AIDS sul nascere” in Zimbabwe, Congo e Sudafrica,
fornendo terapie farmacologiche per ridurre la trasmissione del virus da mamma sieropositiva a neonato,
assicurare assistenza medica ai malati di AIDS, attivare programmi di assistenza alimentare e psicologica,
promuovere campagne di prevenzione e sensibilizzazione, supportare strutture di accoglienza e di lotta
all’esclusione sociale per gli orfani dell’AIDS.
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